Home » News e Comunicati » Intervista al pianista Panebianco che aprirà JazzUp 2022 »

Intervista al pianista Panebianco che aprirà JazzUp 2022

09 Ottobre 2022

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il pianista Mario Panebianco che si esibirà per la prima volta a Viterbo con un concerto per Piano Solo il 21 ottobre alle 21.30 al Teatro San Leonardo, aprendo ufficialmente la diciassettesima edizione di JazzUp Festival. Panebianco ci ha raccontato le origini familiari della sua passione per la musica e soprattutto per il pianoforte e anche la sua personalissima visione della musica.

Ricorda la prima e l'ultima volta che ha suonato davanti ad un pubblico, come sono cambiate le sensazioni che prova?
Negli anni 60, quando avevo già 11 anni, ho cominciato a frequentare i complessini dell'epoca, parliamo del ’66-‘67-‘68, un’epoca in cui c'erano i Beatles, si cresceva in questa grande atmosfera cosmica in cui la musica era tutto. La prima occasione pubblica che ricordo fu una festa di piazza a Castrovillari, mio paese natale. Fu una grandissima emozione suonare davanti a tantissime persone, mi tremavano un po’ le gambe. L’ultima esibizione pubblica invece, è stata a Pordenone lo scorso giugno, adesso forse le gambe non tremano più, ma posso assicurare che l'emozione è sempre molto forte. Di fronte ad un pubblico, mi entusiasmo, ma allo stesso tempo mi carico, percepisco le persone, avverto la loro presenza e riesco a instaurare un momento di rara empatia. Le mie esibizioni sono per la maggior parte improvvisazione, prendo spunto da un pezzo famoso per poi partire per la “mia tangente”, ogni volta è come una prima volta.

Quanto è stato importante avere uno strumento musicale a portata di mano fin da piccolissimo e soprattutto, che consiglio darebbe ad un genitore o ad un ragazzo che si approccia alla musica?
Da quando avevo 5 anni, grazie a mia madre che suonava il pianoforte, ho sempre respirato musica all'interno della mia famiglia, mi svegliavo con le note di Chopin. E’ stato fondamentale percepire questi suoni come sottofondo della vita familiare che scorreva. Mia madre aveva studiato pianoforte classico, ma non mi ha mai forzato, io sono per lo più un autodidatta, tutto è istinto per me. Con la crescita poi mi sono sentito libero di frequentare dei corsi al Conservatorio per approfondire gli aspetti della musica che più mi attraevano. Il mio consiglio, laddove ci sia la possibilità ovviamente, è quello di avere uno strumento in casa per instillare curiosità, senza mai forzare le cose, la musica ha bisogno di disciplina e forza ma soprattutto grandissimo entusiasmo.

Nel quotidiano suona solo per suo piacere personale?
Assolutamente sì, ogni giorno dopo cena dedico al pianoforte almeno un’ora, non solo per il mio piacere, ma anche per mantenere l’allenamento perché ci vuole molta forza fisica per sostenere un’esibizione. Anche se le mie performance sono esclusivamente improvvisazione cerco sempre di perfezionare alcuni passaggi.

Qual è stato il momento più emozionante della sua carriera? Quello che ricorda con più piacere?
Dopo gli inizi giovanili per molto tempo mi sono dedicato solo all’università e poi al lavoro lasciando la musica solo per il privato - nella vita sono un avvocato e un dottore commercialista - e quando, nel 2001-2002, ho ripreso a suonare in pubblico è stata una grande emozione riacquistare il contatto con il pianoforte e con il pubblico.

Sarà possibile acquistare i biglietti per il concerto direttamente al Teatro San Leonardo oppure in prevendita presso:
● Underground tel. 0761342987
● Bistrot del Teatro tel. 3923018173
● Circuito online www.ticketitalia.com